Il Trusted Computing in pratica.

12 12 2007

<<Ricordare quando scoppiò la bufera sul DRM, sul TCPA, sul cosiddetto “Palladium”, il chip Fritz e (soprattutto) l’adozione di queste tecnologie sui sistemi operativi proprietari?
Al giorno d’oggi Microsoft continua per la sua strada (fallimentare), Apple è tornata saggiamente sui suoi passi, ma… è tutto qui? Non direi!

Oggi ho assaporato con i miei stessi polpastrelli le limitazioni di un sistema di Trusted Computing, quello che abbiamo tutti installato sui nostri cellulari (o almeno tutti quelli con SO basati su Java). Lo sapevate?
E cosa comporta la presenza di questo “sistema di sicurezza”?
Vi racconto la mia esperienza>>.

Via ZioBudda, articolo completo su http://www.brunomendola.net/.


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One response to “Il Trusted Computing in pratica.”

13 12 2007
niz (14:11:18) :

Non so’ se e’ pertinente, ma ieri mi si è presentato a negozio un tipo con questo aggeggio:
http://www.oqo.com/intl/products/modele2/specifications.html
che mi sembra aver tecnologia “trust”. Infatti il tipo che lo ha comprato voleva installarci XP (evidentemente crackato) perche’ “Vista ultimate” e’ solo in inglese, ma l’ammennicolo di cui sopra non ne voleva sapere nulla… Risultato: a gennaio, appena sara’ abbastanza supportato, ci metto sopra una bella Debian con il kernel ricompilato dalla oqo! :-)
Questa e’ l’altra faccia del trusted! :-D
niz

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